
Nella linea di produzione delle schede PCB, è proprio durante la fase di essiccazione della maschera di saldatura che si decide se i dettagli presenti sulla scheda rimarranno attaccati o no. Man mano che le linee e gli spazi tra di esse diventano più stretti, una essiccazione insufficiente può causare problemi di adesione, mentre un’essiccazione eccessiva rende la maschera fragile e difficile da modificare. Non si tratta soltanto della dose di radiazioni UV, ma anche del fatto che la distribuzione spettrale delle radiazioni corrisponda effettivamente alla chimica presente nel fotoiniziatore presente nella maschera.
Cosa è importante, dal punto di vista tecnico
Una lampada al gallio produce radiazioni nella fascia di 395–410 nm, riducendo così le radiazioni nelle frequenze di 254 nm e 313 nm, che causano calore e ozono in eccesso. Questa distribuzione spettrale permette di ottenere un’intensità di irradiazione maggiore nella lunghezza d’onda principale, in modo che l’energia venga assorbita in modo efficace dal fotoiniziatore.
È importante avere una stabilità dell’arco elettrico, una distribuzione spettrale costante durante tutta la vita utile della lampada, nonché un design del riflettore che garantisca uniformità nell’irradiazione su tutta la superficie della scheda. In pratica, ciò significa un legame tra i componenti più rapido e un minor aumento della temperatura del substrato.
Perché funziona bene in questo contesto
Nelle schede molto dense, la lampada al gallio fornisce la giusta densità energetica nella giusta lunghezza d’onda: permette quindi una rapida essiccazione della superficie, senza però danneggiare il materiale. Il risultato è un’adesione affidabile anche nei punti più difficili, meno difetti e una maggiore flessibilità nel gestire le variazioni di larghezza delle linee presenti sulla scheda.
Rispetto alle sorgenti a mercurio tradizionali, le lampade al gallio funzionano per periodi più lunghi e consumano meno energia per ogni pezzo prodotto. Ciò riduce i costi totali, tenendo conto dei costi legati alla sostituzione delle lampade, alla manutenzione e ai rifiuti prodotti.
Cose da tenere a mente
Le lampade al gallio sono specifiche per una determinata lunghezza d’onda; pertanto i rivestimenti riflettenti e le ottiche del sistema devono essere adatti a questa fascia di lunghezze d’onda. Se si vuole integrare tali lampade in una linea di produzione già esistente, potrebbe essere necessario modificare le caratteristiche della lampada stessa, nonché le tolleranze legate alla posizione della lampada all’interno del sistema di essiccazione.
Se c’è un problema legato all’inibizione dell’ossigeno, è opportuno utilizzare azoto come gas inerte. Inoltre, non bisogna concentrarsi solo sulla potenza della lampada: è necessario verificare la distribuzione spettrale delle radiazioni utilizzando un radiometro, per mantenere il processo sotto controllo.